Ieri è stata trovata morta la cantante Amy Winehouse. Si parla di overdose o mix mortale di farmaci – droghe. In ogni caso la vita condotta dalla cantante 27enne non suggeriva di certo un’idea diversa da ciò che poi ha effettivamente causato la morte. Scrivo questo post non per unirmi al coro che in queste ore circola in rete (È morta una grande artista, talento immenso ecc.). Tutt’altro. Non mi esprimerò sul piano personale, ognuno è libero di vivere come vuole, e in casi come questo al più si può rimproverare al/alla protagonista della storia di essere stati troppo stupidi a non godere il più possibile della vita che si aveva a disposizione. È il lato artistico della storia che non mi piace.  Non mi piace il buonismo post-mortem che viene sfoderato in questi casi (ovvero quando muore un artista o presunto tale, specie se in circostanze tragiche), soprattutto se non c’era una grande arte dietro. Perchè Amy Winehouse aveva una voce si grandiosa, questo è assolutamente innegabile, ma non ha mai saputo sfruttarla in album degni di nota. Sfido chiunque a dirmi, così, a memoria, una canzone che non sia Rehab. Già si sente parlare di “una grandissima che ha cambiato la scena musicale” e altre minchiate simili, o, ancora peggio, di paragoni con Kurt Cobain e Jimi Hendrix, che appartengono decisamente ad un’altra categoria. Quindi per concludere, per favore, rispetto per una persona morta, ma non sterili buonismi che serviranno solo alla casa discografica per vendere da qui in avanti edizioni speciali, documentari ecc. pompando al massimo (compice la morte) un lascito artistico in realtà molto più flebile e volatile. Per il resto, chiaramente spiace, perchè in fondo era solo una ragazza sbandata.

 

Sonic M

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