É il 1992 quando i Dream Theater danno alle stampe l’album Images and Words, aprendo di fatto la
strada a quello che sarebbe diventato il cosiddetto Progressive Metal. Il disco si distingue per
l’eccelso livello tecnico dei brani e al tempo stesso per la loro capacitá della band di concepire
melodie e sonoritá decisamente piacevoli, abilitá che sfortunatamente non si manterrá intatta in tutti
i lavori successivi. Images and Words si apre con la memorabile Pull Me Under, la cui intro in
arpeggio di Petrucci diviene ben presto uno dei riff più suonati dai giovani fan di tutto il mondo.
Dal brano, uno dei classici della band, si intuisce subito il momento di intensa ispirazione,
probabilmente complice anche l´ingresso in formazione di James LaBrie, la cui voce risulta essere
molto piú in sintonia con le sonoritá della band, rispetto al precedente cantante Charlie Dominici.
La seconda traccia è Another Day, pezzo che potrebbe benissimo essere trasmesso in radio per
l’elevata orecchiabilità e la struttura pop, in cui emerge, per l´appunto, prepotentemente la voce di
LaBrie, qui forse al suo culmine. Molto ben riusciti anche gli interventi solistici di Petrucci e di Jay
Beckenstein, che qui suona il Sax come ospite del disco. È il turno di Take The Time, pezzo più duro
e propriamente prog, in cui la band inserisce anche un campionamento tratto dal film Nuovo
Cinema Paradiso
di Tornatore, ed in cui il tasso tecnico é alle stelle. Si torna ad atmosfere più
leggere con Surrounded, che si apre con una bella intro di Synth che lascia poi spazio alla voce di
LaBrie, qui molto pulita e decisa. Ma è con Metropolis part.1 che i Dream Theater costruiscono la
loro fama. Il pezzo, di altissimo spessore tecnico, é formato da diverse parti, alcune cantate ed altre
strumentali, e mostra il meglio di ogni componente della band, risultando complessivamente molto
ben riuscito. Di notevole impatto l´assolo di basso di John Myung, tutto suonato in tapping. Under
a Glass Moon, altro celeberrimo pezzo della band, risulta essere un ottimo compromesso tra le
sonorità prog in cui la componente tecnica ha il predominio, e la classica struttura melodica rock.
Anche qui Petrucci lascia un´impronta importante con un incredibile assolo, inserito da Guitar
World tra i migliori 100 della storia del Rock, in cui miscela perfettamente scale cromatiche, sweep
picking, uso del vibrato e tapping. Totalmente diverso lo stile di Wait for Sleep, ballad sognante in
cui LaBrie è accompagnato al piano dal solo Moore, approccio che verrá riutilizzato piú in avanti
anche da Rudess nel disco Metropolis Part.2. Segue Learning to Live, che si apre ancora con Synth
e Chitarra, e che ancora una volta mostra l’abilità della band di coniugare perfettamente virtuosismi
e melodie, con LaBrie a fare da ponte tra le parti strumentali, ed il tema di Wait for Sleep ripreso nel
finale, stavolta in versione decisamente più progressive e dura. In definitiva il disco potrebbe
sorprendere positivamente anche chi non è abituato a sonorità troppo forti, risulta decisamente
godibile, e rappresenta probabilmente, assieme a Metropolis Pt. 2, l’apice compositivo della band,
meritando quindi una chance indipendentemente dallo scetticismo di molti (peraltro in alcuni casi
parzialmente giustificabile) nei confronti de quintetto newyorkese.
Sonic M

 

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