Negli ultimi anni Virgin Radio ha rappresentato una boccata d’aria fresca per gli appassionati italiani di rock. Tra i motivi del successo una programmazione estremamente indovinata (con una strizzatina d’occhi costante ai gloriosi classici degli anni `60 e `70) ed una serie di programmi assolutamente interessanti. Tra questi ci sono sicuramente “Rock In Translation“, che ci permette di approfondire i testi di molte canzoni che amiamo e “Virgin Generation” che ci da continuamente una panoramica sulle novità nel mondo del rock e non solo. Abbiamo incontrato oggi una delle voci più note di Virgin Radio nonchè conduttrice di “Rock in Translation” e “Virgin Generation”, Giulia Salvi. Le abbiamo rivolto alcune domande sui suoi gusti, le sue opinioni e sulla musica che ama.

Giulia Salvi

 

Ciao Giulia, benvenuta su Sonic Nation e grazie per aver accettato il nostro invito.

Hello Guys!

Come ti sei avvicinata al rock? come è nato questo amore?

G: Ho  sempre adorato la musica fin da bambina, poi l’avvento di MTV in Italia a metà anni ’90 mi ha fatto perdere la testa. Passavo tutto il giorno a guardare i video e a tradurre i testi delle canzoni col dizionario inglese-italiano. Il mestiere del VJ mi affascinava, avevo 8 anni e scrivevo ovunque “Voglio fare la VJ”. Amavo i video degli Smashing Pumpkins e dei Garbage! E poi, nel 2007, è arrivata l’esperienza a All Music. Ho cercato ovunque un casting per un canale del genere e ce l’ho fatta. Un anno più tardi sono riuscita ad entrare a Virgin radio.

Quali sono i dischi e le band di cui non puoi fare a meno?

–       Garbage (che dovrebbero uscire con un nuovo disco entro la fine di quest’anno): “Garbage”, “Version 2.0”,

–      Smashing Pumpkins: “Mellon Collie & The Infinite Sadness”, “Adore”,

–      HIM: “Razorblade Romance”,

–      Avenged Sevenfold: “City of Evil”, “Avenged Sevenfold”

In genere compri dischi di artisti che giá conosci o ti piace comprare anche a “scatola chiusa”?

Diciamo che do sempre un piccolo pre-ascolto su YouTube o Amazon…

E guardando al nostro panorama nazionale quali sono gli artisti che prediligi?

Non amo molto la musica italiana, anzi, ma mi piacciono moltissimo i Plan de Fuga, sono una band con un talento incredibile. Tra gli esponenti migliori della scena rock made in Italy comunque penso che la corona vada ai Negrita.

Come credi che sia attualmente la situazione musicale in italia?

Onestamente, molto snob. Tutti si autodefiniscono con paroloni del genere: “alternative, indie, underground”, ma alla fine non hanno le Belle Canzoni, quelle che fanno venire la pelle d’oca aldilà del genere musicale. I gruppi emergenti non hanno sempre voglia di fare la gavetta, di suonare gratis in posti sperduti per farsi conoscere e non hanno l’umiltà di far sì che siano gli ALTRI a parlare della loro musica: dire che il proprio disco è il più bello della storia della musica è piuttosto controproducente, crea enormi aspettative…   😉

Poi diventa facile dire che bisogna essere dei raccomandati per farcela, ma, oltre ad un pizzico di fortuna, l’ingrediente fondamentale è il talento. Ad esempio i Plan de Fuga erano dei Mr. Nessuno, ma hanno spinto fino a richiamare l’attenzione su di sé. Poi la strada si sa che è sempre in salita, ma da qualche parte bisogna pur cominciare.

Pensi che internet dia più vantaggi o svantaggi alla musica ?

Internet è molto comodo per migliorare l’immagine di un artista e creare un contorno invitante. Poi con un click puoi condividere la tua musica col mondo intero! Tuttavia, come dicevo prima, se l’artista manca di “succo”, allora è tutto inutile, al massimo si può diventare il re o la reginetta di YouTube per qualche settimana. Dal vivo tutto viene alla luce, perciò è lì che bisogna dare tutto il meglio.

Tutti ti conosciamo come dj di virgin radio soprattutto per la trasmissione “Rock in Translation”. Qual è il testo tradotto che ti ha colpito di più?

Le canzoni dei Red Hot Chili Peppers: sono COMPLETAMENTE non-sense! Mentre Rod Stewart parla solo di… donne!

Cosa pensi dei vari talent show musicali televisivi? c’è chi sostiene che siano un mezzo per emergere e chi invece li critica senza mezze misure. Qual è la tua opinione in merito?

Penso che il successo che ti piomba in faccia dall’oggi al domani non possa farti che un gran danno, oltre che ad etichettarti per sempre. Solo in pochi sono riusciti a divincolarsi da certi titoli costruendosi una solida carriera. Tuttavia i talent show inglesi e americani sfoderano dei veri e propri geni: magari non saranno artisti da milioni di copie di dischi, ma sicuramente ti danno uno spettacolo migliore di quelli nostrani…

Oltre a “Rock in Translation” conduci, assieme ad Andrea Rock, “Virgin Generation”. Ti andrebbe di consigliarci qualche band che hai scoperto di recente?

Beh, devo dire che la rivelazione più grande su larga scala sono gli Arcade Fire. Li seguo dall’inizio della loro carriera, ma solo con l’ultimo “The Suburbs” sono esplosi nel cuore del grande pubblico. Tuttavia “Funeral” e “Neaon Bible” sono due capolavori!

Un’altra band tutta da scoprire sono i Wild Beats e i Veils: non c’entrano nulla con la programmazione di Virgin Radio, ma prendetelo come un mio consiglio super personale!

l’Italia è in genere un paese in cui si crede poco nella musica come professione. Cosa consigli a chi voglia trasformare la propria passione per la musica in lavoro?

Bisogna essere pronti al sacrificio: la vita sociale, la famiglia, l’amore, gli amici, passano, almeno nei primi tempi, in secondo piano perché si tratta di un impegno costante. È un vero e proprio lavoro, come quello di un avvocato o di un impiegato. Se si ha paura dei ritmi frenetici e di non avere più tempo per sé, beh, allora è meglio non cominciare. Io ad esempio non vado in vacanza da 4 anni, ma mi va bene così. Si deve essere sempre disponibili e presenti, anche e soprattutto per quegli incarichi che sembrano poco esaltanti e faticosi. Diciamo che non ti capitano tutti i giorni le interviste ai grandi artisti. Almeno per quel che mi riguarda però, le grandi soddisfazioni del mio lavoro mi ripagano di qualsiasi sforzo. Sono stata molto fortunata, ma mi impegno tutti i giorni per continuare a meritarmi quello che ho.

Infine, questa domanda sa di clichè ma non posso esimermi dal portela….Beatles o Rolling Stones?

Beatles tutta la vita: che ve lo dico a fare?!


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