ci sono momenti musicali che credo rimangano indelebili. Ti imbatti per caso in qualcosa che ti colpisce con una violenza inaudita e ti rimane dentro per sempre. Si crea uno di quelli che io chiamo collegamenti. Possono passare anni, ma si é creato e quando si reincontra la “causa” di quel momento indelebile, magari dopo qualche anno,  si capisce che era solo questione di tempo prima che il collegamento si ripristinasse, e che hai trovato qualcosa che ti ha arricchito l’anima. Sono queste le sensazioni che provai la prima volta che sentii anni fa, addirittura in una cassetta, una versione registrata da Ornella Vanoni di Bocca di Rosa. Non avevo mai ascoltato niente di simile prima di allora. Una tale potenza espressiva, cosí esplicita e poetica al tempo stesso. Da quel momento ció che era solo un nome sentito qua e lá senza particolare interesse divenne per me ció che a tutt’oggi considero uno delle piú grandi espressioni artistiche che l’Italia (forse il mondo intero) abbia mai prodotto. Credo che tornerò spesso a parlare di Faber, del suo andare sempre in direzione ostinata e contraria ma per il momento so solo che volevo dedicare a lui il primo post di questo blog; chiudo con una citazione (di un’altra grande della cultura italiana) che credo sia particolarmente azzeccata.

“Si dice che Fabrizio sia il Dylan italiano, perché non dire che Dylan è il Fabrizio americano?”

Fernanda Pivano,  Corriere della Sera,  19 ottobre 2008

Enjoy!

Sonic M

 

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